Nel 2024, il cicloturismo in Italia ha raggiunto 89 milioni di visite — un aumento del 54% rispetto all’anno precedente. L’impatto economico: quasi 9,8 miliardi di euro. I ciclisti rappresentano ormai oltre il 10% di tutti i turisti in Italia, con i cicloturisti stranieri che spendono in media 132 euro al giorno.
Questi numeri sono straordinari. Sono anche una sfida.
Le città italiane — in particolare i centri storici come Firenze, Roma, Bologna e Venezia — devono ora servire due popolazioni ciclistiche fondamentalmente diverse: i residenti che pedalano per gli spostamenti quotidiani e i turisti che pedalano per svago ed esplorazione. I percorsi di cui hanno bisogno, le infrastrutture che richiedono e i problemi che incontrano sono spesso molto diversi.
La maggior parte delle città non ha modo di distinguerli.

Le due popolazioni ciclistiche
I ciclisti residenti
I residenti pedalano per il trasporto — pendolarismo, accompagnamento scolastico, spesa, appuntamenti. Le loro esigenze sono prevedibili e ricorrenti:
- Percorsi diretti tra le zone residenziali e i centri lavorativi/commerciali
- Incroci sicuri nei punti che attraversano quotidianamente
- Parcheggi per biciclette presso stazioni di trasporto, luoghi di lavoro e scuole
- Qualità del manto stradale costante sui percorsi che utilizzano tutto l’anno
- Infrastrutture sensibili agli orari — illuminazione, temporizzazione dei semafori ottimizzata per i flussi pendolari
I ciclisti turisti
I turisti pedalano per l’esperienza — visite turistiche, tour enogastronomici, visite ai vigneti, percorsi costieri. Le loro esigenze sono diverse:
- Percorsi panoramici che collegano monumenti, siti storici e attrazioni
- Segnaletica — indicazioni, segnatura dei percorsi e assistenza alla navigazione in città sconosciute
- Integrazione con altri mezzi di trasporto — noleggio biciclette vicino a stazioni ferroviarie, hotel e terminal dei traghetti
- Sicurezza su strade sconosciute — non sanno quali incroci sono pericolosi
- Picchi stagionali — concentrati in primavera e in estate, con schemi specifici intorno alle festività e agli eventi
Dove si sovrappongono — e entrano in conflitto
La sfida per le città è che queste due popolazioni spesso condividono la stessa infrastruttura ma hanno esigenze e schemi diversi:
- Un ponte storico può essere l’attraversamento quotidiano di un pendolare e l’opportunità fotografica di un turista — creando congestione in momenti diversi per ragioni diverse
- Un percorso sul lungomare può fungere sia da itinerario pendolare che da destinazione per il ciclismo ricreativo — con conflitti di velocità e capacità
- Le strade del centro possono dover accogliere contemporaneamente ciclisti delle consegne, residenti pendolari e gruppi di turisti
Senza dati che distinguano queste popolazioni, le città non possono progettare infrastrutture che servano bene nessuna delle due.

Cosa le città italiane non sanno
Dove pedalano realmente i turisti
Il Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche italiano sta sviluppando oltre 6.000 km di ciclovie turistiche, e Bicitalia (mappata dalla FIAB) funge da dorsale della rete ciclabile nazionale. Ma questi percorsi pianificati si basano su ciò che i pianificatori pensano che i turisti vogliano.
Cosa fanno realmente i turisti? Seguono i percorsi segnalati, o deviano nei centri città, nelle strade residenziali e nei sentieri informali? Dove si perdono? Dove si sentono insicuri? Dove si fermano, e per quanto tempo?
I dati crowdsourced dai ciclisti turisti rispondono a tutte queste domande — rivelando le reali linee di desiderio piuttosto che quelle ipotizzate.
Come cambiano le abitudini dei residenti con le stagioni
Nelle città ad alta frequentazione turistica, le abitudini ciclistiche dei residenti cambiano quando arriva la stagione turistica. I pendolari possono evitare i percorsi panoramici congestionati, modificare gli orari o abbandonare del tutto la bicicletta durante i mesi di picco turistico. Comprendere questi cambiamenti è essenziale per gestire le infrastrutture condivise.
Dove sono i rischi per la sicurezza
I ciclisti turisti sono particolarmente vulnerabili perché pedalano in ambienti sconosciuti. Non sanno quali incroci sono pericolosi, quali strade hanno superfici scadenti o dove cambiano gli schemi di traffico. I dati sulla sicurezza segnalati dai ciclisti — sia turisti che residenti — possono identificare i punti critici dove l’intervento è più necessario.
La geografia economica del cicloturismo
Quali quartieri beneficiano del cicloturismo? Dove si fermano i ciclisti per mangiare, fare acquisti e visitare? Questi dati sono preziosi non solo per la pianificazione dei trasporti ma anche per lo sviluppo economico — aiutando le città a capire dove fluisce la spesa del cicloturismo e come gli investimenti infrastrutturali possono indirizzarla verso le aree che ne hanno più bisogno.

Un’opportunità da 9,8 miliardi di euro
L’argomento economico è convincente. Con un impatto economico di 9,8 miliardi di euro e tassi di crescita a doppia cifra, il cicloturismo è uno dei segmenti turistici in più rapida crescita in Italia. E a differenza del turismo di massa — che spesso mette sotto pressione le infrastrutture urbane e la qualità della vita dei residenti — il cicloturismo tende a:
- Distribuire la spesa tra quartieri e piccoli centri, non solo concentrata presso i grandi monumenti
- Prolungare i soggiorni — i cicloturisti trascorrono più giorni e spendono più denaro per viaggio rispetto ai turisti medi
- Attrarre visitatori con una spesa più alta — la spesa media giornaliera di 132 EUR per i cicloturisti stranieri supera molti altri segmenti turistici
- Allinearsi con gli obiettivi di sostenibilità — turismo a emissioni zero che migliora l’ambiente urbano anziché degradarlo
Ma questa opportunità dipende dalla capacità delle città di fornire infrastrutture che funzionino per entrambe le popolazioni. Un turista che vive un’esperienza pericolosa su una strada italiana non torna. Un residente che abbandona la bicicletta perché la congestione turistica rende sgradevole il suo tragitto quotidiano rappresenta un fallimento della pianificazione della mobilità urbana.
Il collegamento con il PNRR
Lo stanziamento del PNRR di 400 milioni di euro per le ciclovie turistiche è il più grande investimento singolo nelle infrastrutture del cicloturismo italiano. Ma solo il 4,5% di questi fondi era stato speso secondo le ultime rilevazioni. Le città in grado di presentare proposte progettuali basate sui dati — mostrando la domanda reale di cicloturismo, le lacune identificate nella rete e l’impatto economico previsto — sono in una posizione molto più forte per accedere a questi finanziamenti e impiegarli efficacemente.

Come i dati aiutano le città a servire entrambi
Distinguere gli schemi turistici e dei residenti
Le piattaforme ciclistiche crowdsourced possono distinguere tra pendolari regolari (che percorrono la stessa rotta ripetutamente) e visitatori (che pedalano una volta sola o con schemi inediti). Questa distinzione permette alle città di:
- Progettare percorsi pendolari per velocità ed efficienza
- Progettare percorsi turistici per sicurezza, orientamento e valore panoramico
- Gestire le infrastrutture condivise comprendendo quando ciascuna popolazione raggiunge il picco
Identificare le lacune della rete per ciascuna popolazione
Gli anelli mancanti di una rete pendolare sono diversi da quelli di una rete turistica. I dati rivelano entrambi:
- Lacune per i pendolari: incroci pericolosi su percorsi frequentati, collegamenti mancanti tra aree residenziali e stazioni di trasporto
- Lacune per i turisti: mancanza di percorsi sicuri tra le principali attrazioni, scarsa segnaletica nei punti di decisione, attraversamenti stradali pericolosi su itinerari altrimenti panoramici
Misurare l’impatto economico
Combinando i dati sui percorsi ciclabili con gli schemi di sosta e i tempi di permanenza, le città possono mappare la geografia economica del cicloturismo — quali strade, quartieri e attività beneficiano del traffico ciclistico, e come gli investimenti infrastrutturali possono diffondere questi benefici più ampiamente.
Costruire le evidenze per investimenti continui
Il mercato del cicloturismo italiano è cresciuto del 54% in un solo anno. Quella crescita non si manterrà da sola senza investimenti infrastrutturali. I dati che dimostrano il ritorno economico delle infrastrutture ciclabili — spesa turistica, creazione di posti di lavoro, soggiorni prolungati — forniscono la base probatoria per giustificare investimenti continui e ampliati.
La connessione veneziana
Party Onbici è stata selezionata come semifinalista nella Venice Sustainable Cities Challenge della Toyota Mobility Foundation da 3 milioni di dollari, che si concentrava specificamente sull’aumento dei modi di trasporto a basse e zero emissioni di carbonio in ambienti urbani. Venezia — una città dove turismo e mobilità dei residenti sono in costante tensione — rappresenta la versione estrema della sfida che ogni città turistica italiana affronta.
L’approccio validato a Venezia — utilizzare dati crowdsourced per capire come diverse popolazioni si muovono in una città — si applica direttamente a Firenze, Roma, Bologna e a ogni città italiana che gestisce l’intersezione tra turismo e mobilità urbana.
Comprendi le tue popolazioni ciclistiche
Distingui gli schemi ciclistici turistici e dei residenti con i dati.
Contatta Party OnbiciPer i funzionari italiani del turismo e dei trasporti
Il cicloturismo è una delle opportunità economiche in più rapida crescita in Italia. Ma sbloccare il suo pieno potenziale richiede di capire come turisti e residenti condividono le vostre infrastrutture ciclabili — e dove gli investimenti avranno il massimo impatto per entrambi. I dati ciclistici crowdsourced vi danno questa comprensione.
9,8 miliardi di euro e in crescita. La domanda non è se investire nella ciclabilità — ma dove investire con saggezza.
Fonti:
- Cycle Tourism in Italy 2025: Key Insights — Cycle Tourism Show
- Traveling by Bike 2024: Report by ISNART — Cycle Tourism Show
- The Boom in Cycle Tourism in Italy — Umbria & Bike
- Italy’s Multi-Billion Euro Cycling Investment Opportunity — Oliver Wyman
- 600 million euros for cycle paths in the Italian Recovery and Resilience Plan — SmartGreen Post
- Cycle paths, Italy is behind: spending of PNRR funds remains low — FIRSTonline
- Venice Sustainable Cities Challenge Semi-Finalists — Toyota Mobility Foundation
- FIAB — Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta